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COSA E' L.UN.A.?

Libera Università delle Arti dall’acronimo fortemente evocativo. Luna infatti, corrisponde al termine con cui era definita anticamente la città di Bologna. La città medioevale era attorniata da mura realizzate in pietra di selenite e i viandanti in procinto di giungere a Bologna, dalla pianura, scorgevano di sera una sagoma curvilinea luminosa, data dalla luminosità della selenite, che la faceva rassomigliare al nostro satellite.

L.UN.A. nasce da un team di grande esperienza didattica e professionale.
L.UN.A. conta sulla collaborazione delle figure più prestigiose nelle discipline individuate per rifondare un nuovo e speciale percorso formativo dedicato alle attività creative.
L.UN.A. è inoltre in partnership, per la ricerca e sperimentazione, con un selettivo pool di aziende, di alto profilo, per l’invenzione di nuovi linguaggi e cose.
L.UN.A. è la volontà di formare "intelligenze creative" nei settori progettuali del design, fashion design e della comunicazione; nasce dall’urgenza di qualità delle aggiornate figure professionali oggi richieste.

COME SI ESPRIME L.UN.A.

L.UN.A. fornisce un’alta qualità della docenza e degli strumenti e servizi oggi possibili.
L’articolazione del piano didattico definisce le nuove competenze richieste oggi ai ruoli creativi.

L.UN.A. accoglie gli studenti e crea un progetto formativo dedicato individualmente per quello che sarà il migliore esito professionale desiderato.
E' con una risposta individuale, ovvero con la specifica e competente attenzione alle risorse e ai vincoli di ogni studente che L.UN.A. progetta il suo futuro.

La proposta formativa viene programmata nei colloqui di orientamento, dove i professori insieme ad ogni studente, specializzano da subito e nel corso del tempo, la composizione di ogni diversa esperienza didattica.

L.UN.A. misura la sua qualità e il suo prestigio attraverso la bontà della didattica ma anche con il livello qualitativo della ricerca che accompagna l’iter didattico attraverso workshop e progetti sperimentali in collaborazione con le aziende del settore di interesse.

L'obiettivo formativo si svolge attraverso tre tipologie di moduli didattici ovvero alti contributi scientifici nei visiting e nelle lezioni ex cathedra - DOC,
noti designer con grande esperienza didattica nei laboratori di progetto e workshop - LAB e docenti con forte cultura umanistica per l’istruzione dei software dedicati e di servizio nei laboratori tecnici -TEC .

Completano gli studi le esperienze di laboratorio e di stage presso le aziende e le diverse utility (lingue, informatica, portfolio, identity)

L.UN.A. inoltre offre spazi per la ricerca e per le attività di relazione nel “fuori orario” ovvero negli incontri serali e nei numerosi visiting di professionisti e docenti dalle università di tutto il mondo, esperienze di confronto e dialogo tra chi progetta, produce, compra, attraverso party e mostre degli elaborati di progetto: prototipi realizzati, master planning di strategie di marketing, must di collezione fashion, 3D di design, siti web, grafica.

ATENEO

PALAZZO BEVILACQUA A BOLOGNA, SEDE DI L.UN.A.

Percorrendo via D'Azeglio, ci si imbatte in un nobile palazzo commissionato da Nicolò Sanuti nel 1477, la cui paternità architettonica tuttora non è risolta. Una presenza architettonica assolutamente straordinaria per Bologna, non solo per qualità artistica, ma pure per l'identità estranea, straniera: un edificio la cui facciata già denuncia l'appartenenza a quel vento innovatore rappresentato dal rinascimento toscano, insolito per Bologna. Si tratta infatti di un bugnato di straordinaria qualità impreziosito da due ordini di finestrati, in alto splendide bifore riccamente decorate, in basso quadrati di grande respiro linguistico architettonico, modernissimi. La base è risolta con eleganza da una estrusione che attribuisce plasticità all'intera facciata e dona pure una non trascurabile funzione di sedile, quasi a suggerire una sintonia con il pubblico, una accoglienza anche se diversa da quella tipica bolognese risolta dai famosi portici. In facciata, oltre ad altri preziosi elementi come il balconcino in ferro battuto, di grande manifattura, troviamo due portali, uno è l'ingresso alla attuale Libera Università delle Arti, l'altro conduce all'interno del primo cortile.
Il bellissimo cortile è un gioiello dell'architettura bentivolesca riecheggiante il portico di S. Giacomo Maggiore e presenta capitelli e colonne lavorate da Tommaso Filippi da Varignana e ornamenti in cotto simili a quelli del portico degli Eremitani attribuito allo Sperandio.
Sovrastante il colonnato superiore si ammira un fregio pittorico riferibile ad Amico Aspertini mentre quello visibile salendo al piano superiore, internamente al loggiato, è frutto di una rielaborazione di Achille Casanova durante le opere di restauro condotte tra il 1907 e il 1908 da Alfonso Rubbiani.
Al centro del cortile troviamo una insolita ed enigmatica cisterna anch'essa di fattura risalente al XV secolo, ma proveniente da un palazzo ferrarese e qui trasferita nell'800.Sempre da Ferrara provengono le finestre marmoree murate in una parte del loggiato.
Proseguendo nel cortile troviamo il passaggio ad un secondo cortile, frutto di un ampliamento commissionato dal Cardinale Lorenzo Campeggi, pare secondo disegno di Galeazzo Alessi.
Nel 1547, nella sala al piano terreno, si tennero alcune seduta del Concilio di Trento, trasferitosi per sfuggire alla peste dilagante nella sede iniziale del Concilio.
Con l'estinzione della famiglia Campeggi nel 1727 il palazzo fù ereditato dai Malvezzi e poi dai Vincenzi di Ferrara. Infine dal 1776, per lascito testamentario fù assegnato ai Marchesi Bevilacqua che ne sono tuttora proprietari.

L.UN.A. ha contribuito alla realizzazione di una prestigiosa monografia su
Il Palazzo Sanuti Bevilacqua Sede di L.UN.A. (Editore Cartei&Bianchi).

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